BERLINO: ALLA SCOPERTA DEL MUSEO DELLO SPIONGAGGIO

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Berlino è una città ricca di storia. Può sembrare quasi banale dirlo ma è davvero questa l’emozione che si vive camminando tra le strade della capitale tedesca. Soprattutto a causa degli eventi postbellici degli anni ’40, ogni strada di Berlino ha qualcosa da raccontare.

È una città così ricca di siti storici e musei da visitare che non bastano nemmeno 5 giorni per vederli tutti!

Da Checkpoint Charlie alla Porta di Brandeburgo, da Charlottenburg a Potsdamer Platz, sono solo due esempi di mini itinerari che puoi fare in questa città ma preparati, i tuoi piedi saranno doloranti!

Ecco cosa vedere al museo delle spie di Berlino

Gli anni della Guerra Fredda hanno condizionato in modo particolare la Germania. Dopo la “bedingungslose Kapitulazion”, ossia la resa incondizionata delle Germania all’arrivo delle potenze vincitrici, il territorio tedesco fu spaccato letteralmente in due: da una parte vi erano gli inglesi, i francesi e gli americani e dall’altra i russi.

Non voglio annoiarvi con nozioni di storia note, spero, a tutti ma queste piccole informazioni ci ritornano utili per capire anche molti oggetti presenti nel museo delle spie.

Evitando un’immersione completa nella storia postbellica, la Guerra Fredda, datata 1947-1971, fu un periodo di forte contrapposizione ideologica, militare e politica tra America e Unione Sovietica, due delle potenze vincitrice del Secondo Conflitto Mondiale.

I continui scontri ideologici tra USA ed Ex-Jugoslavia si tradussero anche in atti di spionaggio allo stato puro.

Ed ora entriamo nel vivo dello Spy Museum Berlin, situato a Potsdamer Platz.

Cosa non poteva mancare in un museo delle spie? Una macchina della verità, ovvio! Vi spiego com’è fatta: bisogna inserire i propri dati e poggiare le mani su un display in vetro e l’altra persona che è con noi, o magari un passante, ci farà delle domande alle quali risponderemo tenendo gli occhi chiusi. Ad ogni domanda la macchina ci dirà se stiamo mentendo o meno!

Proseguendo, ci si imbatte in un ombrello. Un semplice ombrello che però, alla sua estremità, contiene una siringa che, negli anni dello spionaggio e della Guerra Fredda era un modo per uccidere senza destare sospetti e dare nell’occhio.

A destra, proseguendo sempre sullo stesso piano, ci si può mettere in fila per prendere parte ad un laser quest. La fine è davvero lunghissima ma ne vale la pena! Naturalmente l’ambientazione è quella tipica degli anni postbellici!

Se però fare la fila ti stressa, proseguendo verso sinistra, troverai vari costumi. Potrai vestirti come una perfetta spia russa, con caschetto rosso, occhiali da sole neri, cappello e sciarpa ma anche con i tipici trench da investigatore privato! Non è fantastico?

Accidenti ci sono cosi tante cose da vedere che davvero c’è l’imbarazzo della scelta! Ogni facciata del museo è dedicata, naturalmente, a brevi cenni storici circa la natura di alcuni oggetti (come ad esempio l’ombrello).

Dimenticavo! La prima attrattiva del museo, dopo aver pagato il biglietto e aver riposto tutti i nostri oggetti personali negli appositi armadietti, è una macchina che decodifica le parole trasformandole in un codice segreto che poi possiamo stampare e portare con noi!

Museum Spy Berlin: tra storia e fantascienza

Non è un titolo per accattivare il lettore ma la realtà dei fatti. Durante la Guerra Fredda i tentativi di spionaggio sono stati così tanti che le controparti, USA e Unione Sovietica, ne pensarono davvero di tutti i colori. Basti pensare a tutti i tipi di microfoni, radiotrasmettitori e registratori che sono in esposizione nel museo, per farci capire la gravità di cosa accadde in quegli anni.

Sebbene ci furono meno scompigli in confronto alla Seconda Guerra Mondiale, rimane comunque un ricordo di anni bui, freddi e costantemente insicuri nella memoria di chi li ha vissuti.

Vedere tutte quelle “creazioni”, tutte quelle tattiche di spionaggio e la macchina della verità (si, devo dire che quella mi ha impressionato parecchio) ha lasciato in me un certo senso di insicurezza, quasi di paura perché nonostante gli anni difficili della guerra, si aveva ancora la voglia di lottare, seppur in maniera diversa!

Perché dico fantascienza? Beh perché spesso si è abituati, parlo almeno per le generazioni dagli anni ’80 in poi, a vedere queste tecniche di spionaggio solamente nei videogiochi o in film del genere ma sapere che queste cose sono realmente esistite è stato davvero surreale!

Ricordo il senso quasi di perdizione che mi pervase quando, una volta finito il tour, arrivai allo shop del museo. Tra i vari souvenir che si potevano acquistare, ricordo che il mio pensiero andava a quell’ombrello/siringa, alla macchina della verità e al nome in codice che avevo nel portafogli. Ricordo che mi son chiesto: ma è davvero accaduto tutto ciò? La risposta che mi son dato immediatamente è stata: dopo tutto quello che di documentato ho potuto vedere, come posso avere dubbi?

Ad ogni modo, questo è solo uno dei tanti musei di Berlino che puoi visitare!

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